A differenza di Casarini penso che la libertà, a volte, la si preservi anche con le armi

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Ieri sera ho assistito a una grande puntata di Piazza Pulita. Si parlava di politica internazionale e soprattutto dell’espansione dell’Isis in Medio Oriente. Luca Casarini, tra gli ospiti, ha sostanzialmente affermato che il nostro governo sbaglia a dare le armi ai curdi per combattere l’Isis.

Tuttavia, a un certo punto della trasmissione è partito un servizio in cui si intervistava una donna violentata da quelle bestie e a cui avevano ammazzato il marito. È poi seguita la testimonianza telefonica di una bambina di undici anni, rapita e ancora delle mani dell’Isis. Insomma, una serie di racconti davvero strazianti. Giustamente Casarini di tutto questo era scandalizzato.

Però per lui utilizzare la forza per fermare questo scempio resta una non soluzione. Ora, io rispetto la posizione di Casarini e di chi la pensa come lui. Trovo però ostinatamente illogiche simili osservazioni. Come si fa a fermare questo strazio che ricorda pagine della storia che credevamo fossero per sempre archiviate? Casarini ha un’alternativa sostenibile? Vogliamo definitivamente ammettere che alle volte, in casi estremi, la libertà di quelle donne e bambini la si preserva con le armi? Vogliamo riconoscere la validità dell’azione del nostro governo di armare i curdi? Vogliamo dircelo e sdoganarlo una volta per tutte?

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