Nauhm: “Libertà di culto ossigeno per la nostra democrazia”

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Daniele Nauhm, candidato al Consiglio comunale nelle liste del Pd, ha partecipato ieri, 10 maggio, al confronto tra i candidati sindaci al comune di Milano Stefano Parisi, Marco Cappato e Gianluca Corrado, organizzato da Carlo Riva per l’Associazione per l’Ebraismo Progressivo – Sinagoga Lev Chadash. Assente giustificato Beppe Sala, che ha dovuto declinare l’invito nel pomeriggio, per un sopraggiunto impegno con il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Il dibattito, dal significativo titolo “Incontro tra i candidati sindaco e le comunità religiose”, tenutosi al Siam, è stato moderato dal giornalista di Repubblica Ivan Berni. Presenti monsignor Luca Bressan, vicario episcopale, e Mohammad Asfa, della Casa della Cultura di via Padova. Con loro anche le candidate al consiglio comunale Maryan Ismail (Pd) e Laura Agnoletto (Lista civica Beppe Sala Sindaco).

Ivan Berni ha posto a tutti i candidati la stessa domanda: “Quali politiche intraprenderete, se eletti, per favorire la libertà di culto e l’integrazione tra le varie comunità religiose?”. Primo intervento quello di Daniele Nauhm che di fatto, secondo le parole dello stesso Berni, ha preso nella scaletta il posto di Beppe Sala. Il giovane candidato al Consiglio comunale, dopo aver ribadito che “la libertà di culto è ossigeno per la nostra democrazia” ma che questa deve essere garantita a tutte le confessioni non solo a quella islamica, ha affermato, a proposito della costruzione della moschea di Milano, che “si deve certamente realizzare, scegliendoci però come interlocutori le comunità che danno garanzie di sicurezza, come la Casa della Cultura di via Padova, oggi presente”.

Infine Daniele Nahum ha lanciato a tutti i presenti due proposte: “se sarò eletto chiederò l’istituzione di una Consulta per il dialogo interreligioso, come quella promossa dalla Regione Toscana e la nomina in Consiglio comunale di un consigliere aggiunto, senza diritto di voto, in rappresentanza delle comunità etniche che vivono, lavorano e pagano le tasse nella nostra città”.

#milanodentro

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